La psicologia del lutto

La psicologia del lutto

La psicologia da sempre di occupa di comprendere il modo in cui la nostra psiche funziona ed in particolare il suo modo di elaborare le informazioni e gli stimoli cui ci sottopone l’ambiente costantemente.
Non tutto ciò con cui abbiamo a che fare risulta semplice da gestire e spesso ci ritroviamo a vivere lunghi periodi che non sappiamo gestire o vivere serenamente, determinando dei cambiamenti radicali spesso difficili da eliminare.
Il lutto è sicuramente uno di questi, che si tratti di un conoscente o di una persona a cui teniamo particolarmente esso colpisce la nostra vita senza preavviso..
Se vi trovate a vivere una situazione simile vi consiglio, prima di ogni cosa, di rivolgervi ad un’agenzia come la Cattolica San Lorenzo, che si occupa di onoranze funebri a Roma.
Le fasi del lutto
Il ambito psicoterapeutico, a seguito di numerose analisi, è stato notato che chiunque sia stato in grado di superare una perdita, abbia attraversato delle fasi ben precise che possono essere dunque generalizzate e rese un buon punto di partenza per chiunque.
Non si tratta ovviamente di fasi rigidamente disposte e non sono neanche la soluzione al problema, ma allo stesso tempo possono aiutare ad affrontare meglio la questione, è stato notato, infatti, che rimanere troppo tempo in una di queste fasi può causare un ‘’lutto patologico’’ o ‘’complicato’’.
Stadi:
Kübler-Ross nel 1970 ha individuato cinque diversi stadi del lutto:

  • Il primo di essi è la negazione che segue, in genere, la scomparsa quasi immediatamente poiché la persona non è in grado di elaborarne la perdita.

 Chi vive questa fase parla del defunto come se fosse ancora con lei, cercandone la presenza, credendo che possa comparire da un momento all’altro come se non se ne fosse mai andato. In poche parole si tratta di una realtà tanto complessa da non poter essere accettata, entrando in uno stato di smarrimento.

  • Il secondo stadio è il patteggiamento spera continuamente nel ritorno del proprio caro e chi vi si trova continua a sperare e a compiere azioni volte al miglioramento. Qui la perdita non è più negata ma non è ancora accettata. Ed è per questo che
  • Il terzo stadio coincide con la rabbia, che sorge dopo che ogni tentativo è parso inutile, come una reazione funzionale a nascondere il vero sentimento di perdita e dolore.

Nella fase successiva si lascia dunque spazio ai propri sentimenti entrando in uno stato depressivo in cui si elabora e si accetta la perdita lasciando vivere il proprio dolore finendo per riorganizzare la propria vita.